La violenza sulle donne – 2015

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PERIODO DI RIFERIMENTO:

Dicembre 2014 – Dicembre 2015

INTRODUZIONE

A cominciare dal mese di dicembre 2014 l’A.S.D.I Centro Assistenza alla Persona e alla Famiglia, grazie al 8×1000 della Tavola Valdese, ha avviato la realizzazione del progetto “LA VIOLENZA SULLE DONNE – Attività di sostegno, formazione e prevenzione a favore delle donne contro ogni forma di violenza”.

Dal mese di gennaio 2015 è stato attivato lo sportello di consulenza, di supporto psicologico e legale, e si sono svolti i primi seminari di approfondimento.

Gli operatori sono stati impegnati in un attento lavoro di ascolto e selezione delle richieste di partecipazione accogliendo quelle adesioni tali da permettere un numero in grado di rispondere alle aspettative progettuali (15 partecipanti). L’utenza si è dimostrata eterogenea, composta da donne e uomini, questi ultimi invitati esclusivamente a quei seminari d’approfondimento storico-culturale, tutelando uno spazio più intimo e personale relativo alle attività delle donne, necessario agli scopi progettuali.

REALIZZAZIONE e OBIETTIVI

Tra gennaio e febbraio sono cominciate le attività didattiche ed esperienziali. Una parte dell’utenza interessata ha deciso d’intraprendere il percorso di informazione  e approfondimento previsto, partecipando poi ai gruppi di terapia proseguiti fino alla conclusione del progetto.

  • Sportello di primo ascolto e consulenza

Operativo per due giorni a settimana, il martedì e il giovedì dalle ore 12,00 alle ore 14,00. Gli psicologi, gli psicoterapeuti e gli avvocati in modo alternato, ma spesso anche in sinergia, hanno accolto le richieste d’informazione e di sostegno proponendo, nei casi più complessi, colloquio di approfondimento su appuntamento. Tra quelli che hanno contattato l’associazione il 70% ha partecipato e ha continuato il percorso concludendolo; il restante ha partecipato ai seminari d’approfondimento bimensili.

  • Seminari di Approfondimento

I seminari si sono svolti a giovedì/venerdì alterni tra le 19,30 e le 21,30. Alcuni temi trattati hanno suscitato particolare interesse per cui si è deciso di riproporli con approfondimenti in incontri successivi. L’obiettivo previsto per l’attività seminariale era quello di promuovere una più vasta e profonda conoscenza del problema e delle sue conseguenze.

Il ciclo di seminari, è iniziato con una panoramica storica, in un primo momento trattata attraverso uno sguardo generale, sviluppandosi, in un secondo momento, attraverso un approfondimento di casi specifici, che hanno preso in considerazione luoghi geografici diversi e differenti epoche storiche. Di seguito i titoli dei seminari svolti:

  • La violenza sessuale nella storia;
  • Dal medioevo al 19° secolo: la storia di Margot Simmonet e Mary Rogers;
  • I miti della violenza maschile: Jack lo Squartatore;
  • La coppia come luogo dell’irrisolto;

Sono stati inoltre analizzati casi di cronaca recente e tematiche di attualità ed interesse sociale, come lo stalking e il femminicidio.

In tutto questo, è risultato fondamentale arrivare a conclusioni in grado di non trasformare il rapporto maschile/femminile in un terreno di battaglia e in uno scontro per la dominanza sull’altro.

La seconda parte del ciclo d’incontri ha voluto analizzare le dinamiche di coppia, evidenziando collusioni e rapporti disfunzionali, frutto di processi proiettivi nati da problematiche irrisolte.

  • Gruppi di Terapia

Espressa nel gruppo la necessità di “costituire” un setting più adatto ad un ascolto più profondo, il percorso è continuato con una serie di incontri in cui il sentire e il rispetto reciproco per le storie personali hanno fatto da cornice contenitiva.

L’attività di sostegno e terapia di gruppo ha avuto come obiettivo quello di favorire la possibilità di uscire dal silenzio e dall’isolamento accogliendo le emozioni legate alla violenza, lavorando sulla verbalizzazione dell’angoscia e sulla percezione della propria fisicità, sessualità e dignità.

Attraverso il materiale raccolto durante il percorso progettuale è stato consapevolizzato il grande potere di cui il femminile è portatore, il potere della maternità, potere unico, non replicabile ed è stata evidenziata la reazione di un mondo maschile e patriarcale, che ha visto nella sottomissione e nella denigrazione come uno dei modi per esorcizzare un potere così grande, come quello della procreazione.

 

Si è vista, nella rottura del legame vittima/persecutore, la strada più opportuna per il superamento di situazioni di abuso, all’interno delle quali la donna, inconsapevole del proprio potere, si trasforma in complice di un gioco distruttivo.

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